Che cosa è accaduto venerdì sera a Parigi?

Che cosa è accaduto venerdì sera a Parigi?
Come possiamo rispondere a domande del genere dei nostri bambini?
Che cosa dire alle nostre Coccinelle e ai nostri Lupetti, come accompagnarli nel comprendere, come raccontare loro la speranza?

Crediamo che nei confronti dei bambini dobbiamo porci come adulti capaci di rassicurare, senza negare, ascoltando le loro emozioni, validandole ed attribuendo significato.

Vi diamo alcuni spunti, aspettiamo i vostri pensieri.

Buon volo e buona caccia!

Un commento a "Che cosa è accaduto venerdì sera a Parigi?"

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    webmasterlc 25 Novembre 2015 (16:28)

    Condividiamo con tutti voi questo racconto che i Vecchi Lupi del Roma 84 ci hanno mandato!

    Nel pomeriggio di sabato eravamo nella nostra Tana, quando ci è venuto in mente di chiedere al Branco se avessero sentito qualcosa di particolare in televisione. Avevamo un po’ paura di sapere cosa sarebbe potuto uscire dalle loro teste; ma ci siam fatti coraggio e abbiamo osato un pochino.
    I fratellini e le sorelline del Branco Seeonee del Roma 84 ci hanno raccontato per filo e per segno tutta la cronologia degli attacchi di Parigi con dovuta e minuziosa cura di particolari; quanti erano, come si sono mossi, chi ha fatto cosa, il numero delle vittime, quello che ha riferito il Presidente della Repubblica Francese. I più grandi hanno spiegato ai più piccoli cosa fosse un “kamikaze” perchè era l’unica cosa che i cuccioli non sapevano. Da lì la nostra chiacchierata si è aperta sempre di più.
    “Ma voi lupi, vi chiedete perchè succedono queste cose?”
    “Perchè sono pazzi” – “Perchè vogliono la guerra” – “Perchè vogliono che diventiamo come delle frittelle: schiacciati” Più o meno tutti hanno detto la loro, qualcuno ha solo annuito, qualche altro è rimasto in silenzio.
    “Secondo voi c’è un modo perchè tutto questo finisca?”
    “Bhe…bho…non lo so, questi sono matti” “Bisognerebbe che si faccia la pace” “Akè (Akela) io c’ho Paura, questi se vengono qui ammazzano anche a me”
    “E secondo voi si può fare la Pace se si ha così tanta Paura?”
    Una voce, una sola, risponde a questa domanda in modo fermo: “Ci vuole anche tanto Coraggio!”
    “E dove lo troviamo il Coraggio?”
    “Facendo delle cose”
    “Tipo?”
    “Prima dobbiamo avere Paura e poi dobbiamo rispondere con il Coraggio”
    “Il Coraggio è la nostra arma senza proiettili per sconfiggere l’Odio”
    “Portando la Pace, perchè la Pace porta Felicità, Coraggio, Gioia, Bontà”
    “Dobbiamo “spargere la Pace” ”
    “Iniziare col dare la Pace ai nostri genitori e poi a quelli che ci stanno introno e anche a quelli che non trovano pace”
    “Non lasciare nessuno per ultimo, e non prendere in giro i nostri amici”
    “Dovremmo avere il Coraggio di difendere gli altri”
    “Prima ci sporchiamo noi con la Pace, poi andiamo a sporcare gli altri”

    Ma come facciamo a dire Pace a tutti se noi sappiamo dire solo PACE in Italiano?
    Gli abbiamo fatto leggere la parola Pace in tante lingue del mondo e ognuno di loro ha scelto di imparare in una lingua nuova la parola Pace.
    “Akè io scelgo Saàlam in arabo…non si sa mai!”

    Abbiamo scritto Pace in tutte le lingue che hanno imparato e alla fine abbiamo iniziato a sporcarci le mani iniziando a mettere in pratica il nostro impegno.
    Alla fine della riunione i fratellini e le sorelline sono usciti dalla Tana e sono corsi a “sporcare le mani di Pace” dei loro genitori.

    Akela, Bagheera e Kaa
    Branco Seeonee
    Roma 84

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